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Le vie del Lago



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Lungo le sponde del lago: dall'insediamento medioevale di Curos alla chiesa templare di Santa Maria S’Ispidale passando per la necropoli di Pottu Codinu.

Info tecniche

Tipologia

Percorso a prevalente interesse paesaggistico.

Grado di difficoltà

Percorso semplice su terreno agevole.

Durata del percorso

4 o 8 ore circa.

Percorribilità

In bicicletta.

Partenza

Info Point nel centro urbano di Monteleone Rocca Doria - Via Sant'Antonio.

Descrizione

Per gli amanti delle attività sportive sull’acqua, lungo le sponde del lago, nella porzione di territorio appartenente al comune di Monteleone Rocca Doria è possibile praticare attività in canoa, pesca sportiva e ammirare le suggestive caratteristiche del paesaggio contraddistinto oltre che da formidabili presenze floro-vegetazionali e da notevoli formazioni geomorfologiche, anche da particolari manufatti antropici, come la Cantoniera di Reinamare, del XX secolo, con le due fontane in trachite rossa proprio sulle rive del lago, raggiungibile dalla S.S. 292 a ridosso del bivio per il paese.

A poca distanza, dalla parte opposta della strada statale, si erge un piccolo menhir alto 1,5 m celato nel bosco tra le fronde delle roverelle.

Prendendo la S.S. 292, in direzione Villanova Monteleone, possiamo ammirare l’insediamento di origine medievale dei Curos grazie ai resti del Santuario di Nostra Signora di Curos, nel quale sono state individuate diverse iscrizioni e graffiti.

Il sito si raggiunge oltrepassando il ponte sul Lago Temo e imboccando immediatamente, sulla destra, un sentiero che dopo poche centinaia di metri si apre sui ruderi della chiesa.

Proseguendo verso Villanova Monteleone, sulla stessa strada e a breve distanza, si incontra a destra l'ingresso per la visita alla necropoli preistorica di Pottu Codinu, un complesso che include nove gruppi di domus de janas scavate nella candida roccia di un bancone calcareo.

Tornando indietro in direzione di Padria, dopo circa 12 km si gira a sinistra verso Romana: dopo aver percorso 1 km si lascia l'asfalto virando a destra in una strada bianca che conduce alla chiesa campestre di Santa Maria S'Ispidale o Madonna della Salute, forse di origine templare, con attiguo sagrato in pietra, presso i resti megalitici di un edificio cultuale a pianta rettangolare di probabile età nuragica. Proseguendo lungo la strada campestre, svetta sulla sinistra, poco prima dell'incrocio con S.P. 28bis, il candido nuraghe Pibirra con la tholos intatta.